Una passeggiata al Parco del Buen Retiro di Madrid

Se New York ha Central Park, Madrid ha il parco del Retiro. Come dire che non invidiamo niente alla Grande Mela? Mah, due o tre cose ammettiamo ci mancano, ma il verde cittadino di certo non è fra queste. Iniziamo le presentazioni: il Parco del Buen Retiro si stende nel centro della capitale, incastonato tra la stazione di Atocha, la Puerta de Alcalà e la calle Menendez Pelayo. E si trova qui dal periodo dei re cattolici, le prime notizie risalgono al 1630-40, e per oltre due secoli fu ad uso esclusivo della monarchia, fino alla rivoluzione del 1868, quando entrò a far parte della città e a disposizione di tutti i cittadini.

Al Seicento, ed esattamente al 1663, risale anche l’albero più antico di Madrid, un cipresso calvo originario del Messico, che oggi si trova nell’area chiamata Parterre. Ed è proprio da qui che noi iniziamo la nostra passeggiata. Entrando per la Puerta Felipe V che dà su Alfonso II ci si trova in un giardino perfettamente simmetrico, suddiviso in vicoletti, con due laghetti ai lati della strada principale, risultato di un progetto di ristrutturazione del parco da parte del re Filippo V nel 1700, per trasformare il parco in un giardino alla francese. Camminando lungo la via centrale, a circa metà delParterre, a destra e a sinistra si incrociano degli strani alberi dai tronchi bitorzoluti e dalle fronde tagliate in modo decorativo, quasi come un mosaico… o come dei bozzoli: sono una nostra assoluta passione.

Si prosegue tutto dritto fino a Plaza de Honduras dove alla nostra sinistra sbuca un lago artificiale, El gran Estanque, su cui romanticamente galleggiano decine di barchette a remi azzurre: tanto romantico quanto kitsch questo laghetto perfettamente rettangolare è la passione di molti turisti, e perché no, anche alcuni locals, per mettere alla prova le proprie abilità come barcaioli. Questo lago artificiale fu fatto costruire dal re Filippo IV, “appassionato” di battaglia navale, dove si divertiva a ricreare gli scontri storici a cui lui stesso partecipava.

Nel 2001 il lago fu svuotato (per risolvere dei problemi tecnici), e volete sapere cosa ci hanno trovato dentro? Parte l’elenco: 50 cellulari, 40 barche affondate, 9 panchine, 192 sedie di plastica e 41 tavolini, diversi carrelli della spesa e monopattini, numerose scarpe spaiate e, rullo di tamburi, una cassaforte –aperta- e un’urna, entrambe per fortuna vuote!

E a questo punto c’è da affrontare il primo bivio importante: farsi ammaliare dall’estanque e andare verso sinistra, oppure svoltare a destra per una stradina all’ombra di mille fronde di alberi giù giù fino ad arrivare al Palacio de Cristal? Domanda retorica! Dai, seguiteci: sulla sinistra comparirà il Palacio de Velazquez, di recente ristrutturazione e adesso in gestione al Museo Reina Sofia che organizza in questa sede regolari mostre d’arte.

Architettonicamente molto diverso ma per molti versi associato a questo edificio, è la meta della prima parte della nostra passeggiata, il Palacio de Cristal: un padiglione in vetro e ferro che sorge su uno zoccolo di muratura rialzato dal livello del terreno, è un’assoluta meraviglia. Lo associamo al Palacio de Velazquez perché entrambi sono stati costruiti alla fine del XIX secolo, entrambi per ospitare due diverse esposizioni, ed entrambi oggi gestiti dal museo di arte contemporaneacittadino. La ragione della struttura del Palacio de Cristal risale all’uso per cui fu costruito, una mostra sulle Isole Filippine,  durante la quale doveva accogliere piante tropicali per cui doveva avere la funzione di un invernadero.

Negli ultimi anni ha invece visto passare nomi prestigiosi e internazionali di arte contemporaneacome Fischli&WeissMaja BajevicNacho Criado e Pierre Huygue. Giusto di fronte all’edificio si trova un meraviglioso laghetto popolato da carpe, tartarughe d’acqua, e da ferocissimi –dicono!- cigni. E qui ci sediamo su una panchina a riprendere fiato, guardando i getti d’acqua che zampillano dal lago e le anatre sculettanti.

Altri numeri spicci, così da prendere al volo sul Buen Retiro mentre ci riposiamo: 1,28 kilometri quadrati è la superficie, mentre 4 kilometri e mezzo sono quelli del perimetro. Un metro e 80 è la profondità massima dell’estanque di cui abbiamo parlato prima. 170 cipressi e 22 olivi sono gli alberi piantati nel “Bosco degli assenti” (Bosque de los Ausentes) per commemorare le vittime dell’attentato di Madrid dell’11 marzo 2004. Due sono le postazioni di ginnastica per i pensionati (e meno pensionati) madrileni che si possono trovare all’interno del parco per fare esercizio con gambe, braccia e mani, comprese delle panchine munite di pedali.

Riprendiamo il nostro personalissimo tour e ci dirigiamo verso ovest e verso il Paseo Fernán Nuñez, famoso per essere la sede di una insolita quanto strepitosa Fiera del Libro che ha luogo proprio qui nel bel mezzo del verde tutti gli anni nel mese di giugno. Attraversiamo il Paseo ed entriamo neiJardines de Cecilio Rodríguez, per noi una specie di realtà parallela: non solo questi giardini sembrano la trasposizione del meraviglioso mondo di Alice, con pavimentazione a scacchi, fontane, colonnati di pietra e piante rampicanti, ma sono anche popolati da una piccola colonia di pavoni reali. Cecilio Rodríguez è stato giardiniere capo del Buen Retiro fino al 1953, e in suo onore c’è un busto che lo raffigura.

Sempre a Rodríguez dobbiamo il disegno e la realizzazione della nostra prossima meta, la Rosaleda. Per raggiungerla usciamo dal recinto dei Jardines e torniamo sul Paseo Fernán Nuñez, svoltiamo a sinistra fino ad incontrare il Paseo Uruguay, quindi a desta, e poco dopo l’ingresso comparirà sulla vostra sinistra. Questo bellissimo giardino, dedicato interamente alle rose, è stato realizzato nel 1915, partendo dallo stesso disegno del roseto di Bagatelle, nel cuore del Bois de Boulogne a Parigi, e raggiunge il suo massimo splendore ovviamente tra maggio e giugno quando tutte le rose sono in fioritura.

Uscendo dallo stesso accesso da dove si è entrati e svoltando a sinistra si arriva alla famigeratafuente del Angel caído: si dibatte tutt’oggi se questa statua sia o meno la unica al mondo raffigurante Lucifero, ma quello che è stato verificato è che si trova esattamente a 666 metri sul livello dell’acqua. E con quest’ultima notizia davvero inquietante, dichiariamo il liberi tutti!

Published on Nuok.it

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