Il Rifugio degli Asinelli, fare del bene ai nostri amici animali

Published on UnaDonna

Avete mai sentito parlare di un posto che svolge attività a salvaguardia degli asini abbandonati e maltrattati? Noi sì. Si chiama Rifugio degli Asinelli, e si trova in Piemonte, per la precisione a Sala Biellese. Abbiamo incontrato e fatto quattro chiacchiere con Rachele Totaro, responsabile della Comunicazione del progetto che non solo ci ha raccontato la nascita e l’evoluzione del Rifugio, ma ha spiegato cosa possiamo fare anche noi nel nostro piccolo per dare una mano.

Com’è nato il progetto?

Il Rifugio è nato intorno al 2006-2007, ma ha aperto al pubblico nell’agosto 2009 in qualità di sede italiana del Donkey Sanctuary, un’associazione inglese che si occupa da anni della protezione di asini, muli e bardotti in difficoltà con diverse sedi sparse in tutta Europa: Spagna, Cipro, Inghilterra e Irlanda. Volevano aprire un rifugio anche in Italia, Paese crocevia strategico per le nazioni dell’Est e la Svizzera, da cui arrivano molti dei nostri animali. Inoltre in Italia gli asini sono ancora numerosi e non sempre vengono trattati in maniera adeguata… Il Donkey Sanctuary, in contatto con un’associazione che era già operativa in Italia, ha trovato una vasta zona totalmente abbandonata da diversi anni e l’ha acquistata. Dopo i primi lavori, sono state fatte delle aggiunte, e con l’aumento del numero di ospiti ci siamo ampliati. Barbara Massa è la responsabile del progetto italiano; dall’inizio dell’avventura qui al Rifugio è stata scelta per guidare la Fondazione.

il rifugio degli asinelli_

Di cosa vi occupate nello specifico?

Per statuto il centro si occupa di asini, muli (incrocio tra la mamma cavalla e il papà asino) e bardotti. Ci occupiamo degli asini in difficoltà che possono essere stati abbandonati o maltrattati. Riceviamo segnalazioni, conduciamo indagini su maltrattamenti o abusi, e sulle condizioni di salute degli asinelli in generale e, se necessario ci occupiamo di loro. Gli asinelli più fortunati sono quelli con padroni oggi troppo anziani per occuparsene, quindi arrivano da noi dopo una vita d’amore.
Inoltre diamo una casa agli asinelli perfettamente recuperati: per motivi organizzativi quelli che raggiungono il benessere sia fisico che psicologico (perché molto spesso gli animali arrivano qui dopo aver subito maltrattamenti), possono venire affidati a famiglie che vivono a poche ore dal Rifugio, e sempre in coppia. Infatti una cosa bellissima che non tutti sanno è che ogni asino instaura un rapporto fortissimo con un altro asino, un amico del cuore, ed è un rapporto che si portano avanti per tutta la vita! Proprio per questo motivo vengono sempre affidati in coppia, con il proprio inseparabile compagno.

Di quanti animali vi prendete cura oggi?

Attualmente qua al Rifugio sono 130, tra asini, muli e bardotti. Altri 22 sono in affidamento a famiglie.

E voi quanti siete?

In tutto una quindicina di persone, la maggior parte –i Groom– si occupano degli asini, dalla loro pulizia alle cure, al cibo, e a tutto quello che comporta la routine quotidiana in fattoria. Poi c’è la parte amministrativa e quella dei contatti con il pubblico. La nostra fortuna è che la nostra è un’organizzazione ferrea, molto inglese. Al momento il nostro programma per il volontariato è  bloccato per cause burocratiche, ma se qualcuno fosse interessato si può mettere in contatto con noi.

Una giornata “tipo” al Rifugio?

La nostra giornata tipo inizia alle 7.30-8 del mattino, dipende dalla stagione. Diamo immediatamente da mangiare agli asinelli, puliamo le stalle e nel caso facciamo i trattamenti medici necessari. Una volta a settimana controlliamo tutti gli asinelli per eventuali problemi di salute.
Gli asini mangiano tre volte al giorno, per cui si ritorna a dar loro da mangiare. A rotazione ogni 6-8 settimane ci sono gli appuntamenti con il maniscalco che si occupa degli zoccoli; il veterinario, due volte alla settimana, e il dentista. In tutte queste visite ovviamente i Groom devono fare da assistenti e aiutare sia gli animali che i professionisti.
Gli animali vengono sempre fatti uscire durante tutto il giorno, eccetto in condizioni particolari: hanno a disposizione dei prati enormi, e poi la sera rientrano nelle loro stalle, dove dormono tutti accovacciati gli uni sugli altri.

il rifugio degli asinelli1

Avete iniziato anche la onoterapia,  la terapia con gli asini per persone diversamente abili: di che cosa si tratta? Proponete altre attività per mettervi in contatto con il pubblico?

La onoterapia è seguita principalmente da Barbara, e viene fatta con degli asini appositamente preparati scelti perché sono più equilibrati e più propensi al contatto con le persone: ogni asino ha la sua personalità, ci sono quelli più aperti e quelli che magari non amano il contatto.
Questi asini vengono preparati a lungo, con l’obiettivo di dare all’animale il tempo per imparare e per gestire senza stress la situazione. Nonostante il luogo comune sono molto intelligenti e imparano in fretta. Il benessere dell’asino viene comunque sempre messo al primo posto, per questo la preparazione viene fatta più come un gioco che come un vero e proprio addestramento.

La onoterapia è totalmente gratuita, e qui da noi coinvolge sia bambini che adulti: gli adulti imparano a prendersi cura degli asini portandoli in giro e spazzolandoli. Questo contatto vuol dire tantissimo per le persone diversamente abili perché l’asino non ti giudicherà mai per come sei e le persone che hanno delle difficoltà psicologiche si sentono rassicurati da questa presenza che non ti mette mai alla prova. È un’iniezione di fiducia!

Al Rifugio arrivano inoltre circa duemila bambini all’anno per le nostre visite guidate: in un’ora circa diamo delle nozioni di etologia sul comportamento degli asini, le differenze e le similitudini con gli altri animali, in modo da favorire il contatto con gli asinelli. Hanno un grande successo: i bambini ascoltano e si divertono tantissimo.

Coloro che vogliono possono venire a trovarci ai Grooming Days, organizzati sia per bambini che per adulti: sono dei pomeriggi domenicali, uno circa per ogni stagione (il prossimo sarà il primo dicembre) dove i visitatori possono imparare dallo staff a prendersi cura degli asinelli con brusche e striglie. Mostriamo cosa c’è dietro alla vita della fattoria e le persone hanno un contatto diretto con gli animali che si possono vedere da vicino, toccare e anche abbracciare, e qui si vede come anche gli adulti apprezzino davvero il contatto con gli animali. A fine giornata è difficile staccarli dagli asinelli!

Il prossimo Grooming day, il primo dicembre, per noi sarà un po’ una festa di Natale. I visitatori possono venire dalle 14 fino alle 17.

 

Read the full article on UnaDonna, NOV 29 2013

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