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Vietnam, mon amour

Published on Style.it

Ovvero, perché andare alla scoperta di un pezzo d’Indocina con i libri di Marguerite Duras in borsa.

Quando ho annunciato a parenti ed amici che “Parto per il Vietnam”, dalle loro facce sembrava proprio che avessi annunciato la mia entrata nell’esercito militare, e scenari apocalittici credo abbiano preso vita nei loro pensieri. Vi confiderò un segreto: in Vietnam non c’è più la guerra. Quindi, la seconda questione è: e cosa ci sarà mai in Vietnam da vedere? Per sciogliere questo nodo sono tornata a casa con una valigia piena di foto, e con la testa piena di sorrisi e tanta voglia di ripartire.

Hanoi, la capitale del Paese, ci ha colti, lo devo ammettere, un po’ alla sprovvista. Perché? Perché non avevamo un motorino! Il cuore vibrante della città, il Quartiere Vecchio, è un assoluto intrico di venditori ambulanti, motorini, cavi elettrici e cibo. Il segreto per sopravvivere è quello di buttarsi: confondersi tra la folla vietnamita certamente è impossibile per un europeo, ma non bisogna mostrare paura davanti a macchine, moto, autobus che arrivano suonando animatamente il clacson, tu ti devi buttare, cercare di non chiudere gli occhi e, non so ancora come spiegarlo, ma magicamente ti ritroverai dall’altra parte della strada sano e salvo.

Una volta imparato come attraversare la strada ad Hanoi, sei decisamente a cavallo, sarà tutto in discesa, e la cosa migliore da fare nella capitale come nel resto del Paese, è andare a mangiare. Il cuore pulsante di tutte le città e i villaggi visitati è il mercato, ed è davvero uno spettacolo per gli occhi: infinite sono le varietà di erbe aromatiche che si possono ritrovare nei piatti tipici, carne e pesce fresco ogni giorno. E come fare a riconoscere i ristoranti migliori? Molto probabilmente sono quelli posizionati vicino al mercato, per approfittare ogni giorno dei prodotti più freschi, come il Mermaid Restaurant ad Hoi An (2 Tran Phu Street), primo dei quattro locali aperti dal grande chef locale Ms Vy, e posizionato fuori dal centro storico proprio perché doveva essere a lato del mercato.

Le piccole vie del centro storico di Hoi An sono state dichiarate Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, insieme alle tipiche case di legno dei vecchi commercianti, e il fiume che attraversa Hoi An aumenta l’atmosfera già magica di questa piccola cittadina del centro del Vietnam. Antico porto cinese, la sua eredità è ancora fortemente presente, soprattutto nell’oggetto simbolo della città, la lanterna di carta colorata, appese ovunque per le vie del centro che di sera si accendono creando un’atmosfera se possibile ancora più incantata.

Dopo il nord e il centro, si prosegue verso il sud del Paese, verso la capitale morale, la vecchia Saigon che ormai di vecchio non ha più nulla, nemmeno il nome: Ho Chi Minh City può essere perfettamente accostata alle grandi metropoli, con negozi di lusso, grattacieli, mille luci, una città dedicata al business, ricca, sviluppata, purtroppo non più così autentica.

Il contatto con un’atmosfera vera e originale lo si può ritrovare guidando qualche ora in macchina dalla città verso ovest, verso il delta dell’immenso fiume Mekong. Il caldo e l’umidità si fanno pesanti, nonostante sia la stagione secca, ma lo spettacolo che si può osservare una volta raggiunta la provincia di Can Tho è incredibile: il fiume è parte fondamentale della vita di tutte le persone che vivono in questa regione, il fiume ti dà da mangiare, il fiume ti può dare una casa (alcune persone vivono sulle barche utilizzate per il trasporto di merci), e sul fiume si allestisce il mercato, si comprano e vendono frutta, verdura, piante, ceste, e perché no, tra un commercio e l’altro, si beve un caffè o una bibita.

Tutto questo, e molti altri ancora sono i segreti nascosti -ma neanche tanto- di un Paese dal fascino contagioso e con una delle cucine più buone del mondo. Basta partire.

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Published on Style.it on 27 MAR 2013

 

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